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Zwei exemplarische Studien für Meran und Bozen: Grünplanung als Basis nachhaltiger Stadtentwicklung

In den vergangenen vier Jahren hat ein Team rund um Prof. Stefan Zerbe zwei Studien zu städtischem Grün und Baumpflanzungen durchgeführt – was leisten sie, inwiefern können sie auch schaden? Ökosystemleistungen wie der Einfluss auf das Mikroklima, Lärmminderung, Habitat für Insekten oder Regulation des Wasserhaushalts werden Schadwirkungen wie dem allergenen Potential oder Schäden an städtischer Infrastruktur gegenübergestellt. „Unsere Studien für die Südtiroler Städte Meran und Bozen untermauern den Bedarf einer umfassenden und weitsichtigen Planung des städtischen Grüns samt klug gewähltem Baumbestand“, so Prof. Zerbe. Eine Fotoausstellung in Bozen dokumentiert das interdisziplinäre Forschungsprojekt.

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Come le migrazioni continuano a cambiare l'Alto Adige

Fino alla metà degli anni novanta parlare di diversità in Alto Adige voleva dire riferirsi ai tre gruppi linguistici storici. Da allora però il numero di persone con cittadinanza straniera che ha scelto la provincia di Bolzano come nuova casa è in aumento costante e non c’è ragione di credere che il trend si fermerà, nemmeno di fronte alla pandemia. Quasi triplicata negli ultimi vent’anni, da 16.000 presenze nel 2002 a oltre 50.000 nel 2017, la popolazione con background migratorio aggiunge nuova diversità al territorio, aprendo domande e sfide nuove. Nel “Rapporto sulle migrazioni Alto Adige 2020”, 30 studiose e studiosi di sociologia, geografia, diritto, storia, biologia, antropologia, scienze politiche e linguistica di Eurac Research analizzano chi sono i migranti in Alto Adige e come funziona il loro inserimento a scuola, nel mondo del lavoro e sulla scena politica. Cento pagine ricche di testimonianze, infografiche e immagini: il Rapporto è pensato come strumento per supportare le politiche locali, ma anche come lettura divulgativa e come materiale didattico.

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App per le confessioni e messe in streaming

Il distanziamento sociale è diventato il nostro pane quotidiano e mai come in questo momento siamo stati così dipendenti dai nuovi media e dalle nuove tecnologie. La loro adozione e diffusione ha subito una accelerazione che in tempi normali avrebbe richiesto anni per diventare realtà ed è ragionevole supporre che in molti casi non torneremo sui nostri passi, ma alcuni cambiamenti diventeranno la normalità anche nel periodo post-crisi. Questa “digitalizzazione forzata” influeza praticamente tutti, pervadendo i più disparati aspetti della nostra vita, dal lavoro alla scuola, dal modo in cui ci teniamo informati e interagiamo con gli altri fino al modo in cui viviamo la nostra stessa spiritualità e religiosità.

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A new compulsion to locality

In 2002 the sociologist John Urry defined contemporary man as subject with two fundamental drives: the compulsion to mobility and the compulsion to proximity. Although communication technology allows many of us to avoid the majority of physical movements, society – as well as our personal goals and desires – compels us to move through space in order to reach other bodies, with them we experience situations of proximity in other places. It is not only a matter of choice: there are widespread obligations and expectations in this sense. Urry calls this phenomenon, the globalisation of intermittent presence.

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Inklusive Bildung in der Zeit des Fernunterrichts

Unser italienisches Bildungssystem ist in der ganzen Welt dafür bekannt, inklusiv zu sein: ein System, das auf all seinen Ebenen, von der Kinderkrippe bis zur Universität, kein Kind oder Jugendlichen ausschließt. Dies ist schon unter normalen Umständen eine komplexe Aufgabe, in den außergewöhnlichen Zeiten des Fernunterrichts aufgrund der Coronavirus Pandemie nehmen diese Herausforderungen jedoch neue Formen an.

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Soziale Distanz - Digitale Nähe

Wir nehmen zurzeit wohl ungewollt am größten sozialpsychologischen Experiment der jüngeren Menschheit teil, an das wir uns noch viele Jahrzehnte lang erinnern werden. Die durch die Coronakrise verordnete soziale Distanz lähmt unsere Gesellschaft. In den sozialen Medien stehen Aufrufe wie „bleibt zu Hause“ und „haltet Abstand“ auf der Tagesordnung. #zerocontatti #iorestoacasa oder #stayathome sind die meistbenutzten Hashtags. Ohnmächtig warten wir ab, was als nächstes geschieht. Wir durften dramatisch erfahren, dass unsere Gesellschaft an Grenzen stößt und sogar Politiker, die die Coronakrise wie die Klimakrise leugnen wollten, haben festgestellt, dass es drastische Maßnahmen zur Eindämmung des Virus braucht.

Interview
La filiera dell'agricoltura responsabile

I lavoratori agricoli che vengono sfruttati non sono solo i raccoglitori di pomodori in Puglia o Sicilia, ma anche i raccoglitori di mele e uva in Alto Adige. Il progetto FARm mira a far emergere questa scomoda realtà ed a sviluppare strumenti di prevenzione.

Interview
Inclusione scolastica. Cosa cambia con il Covid-19?

AI tempi del Coronavirus anche la scuola cambia, si stravolge, continua nonostante tutto. A rendere possibile il proseguimento delle lezioni ci pensa l’informatica e anche chi era più restìo all’utilizzo di risorse online o a collegarsi in videoconferenza, si trova alle prese con piattaforme di ogni genere che rendono permeabili al sapere i muri (di casa) che ci separano. Ma se da una parte è un’opportunità per rivedere la didattica e misurare quanto è al passo con i tempi, lo spostamento delle lezioni online fa emergere con forza le differenze e il tema dell’inclusione si arricchisce di nuove sfumature.

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