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A new compulsion to locality

In 2002 the sociologist John Urry defined contemporary man as subject with two fundamental drives: the compulsion to mobility and the compulsion to proximity. Although communication technology allows many of us to avoid the majority of physical movements, society – as well as our personal goals and desires – compels us to move through space in order to reach other bodies, with them we experience situations of proximity in other places. It is not only a matter of choice: there are widespread obligations and expectations in this sense. Urry calls this phenomenon, the globalisation of intermittent presence.

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Inklusive Bildung in der Zeit des Fernunterrichts

Unser italienisches Bildungssystem ist in der ganzen Welt dafür bekannt, inklusiv zu sein: ein System, das auf all seinen Ebenen, von der Kinderkrippe bis zur Universität, kein Kind oder Jugendlichen ausschließt. Dies ist schon unter normalen Umständen eine komplexe Aufgabe, in den außergewöhnlichen Zeiten des Fernunterrichts aufgrund der Coronavirus Pandemie nehmen diese Herausforderungen jedoch neue Formen an.

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Soziale Distanz - Digitale Nähe

Wir nehmen zurzeit wohl ungewollt am größten sozialpsychologischen Experiment der jüngeren Menschheit teil, an das wir uns noch viele Jahrzehnte lang erinnern werden. Die durch die Coronakrise verordnete soziale Distanz lähmt unsere Gesellschaft. In den sozialen Medien stehen Aufrufe wie „bleibt zu Hause“ und „haltet Abstand“ auf der Tagesordnung. #zerocontatti #iorestoacasa oder #stayathome sind die meistbenutzten Hashtags. Ohnmächtig warten wir ab, was als nächstes geschieht. Wir durften dramatisch erfahren, dass unsere Gesellschaft an Grenzen stößt und sogar Politiker, die die Coronakrise wie die Klimakrise leugnen wollten, haben festgestellt, dass es drastische Maßnahmen zur Eindämmung des Virus braucht.

Interview
La filiera dell'agricoltura responsabile

I lavoratori agricoli che vengono sfruttati non sono solo i raccoglitori di pomodori in Puglia o Sicilia, ma anche i raccoglitori di mele e uva in Alto Adige. Il progetto FARm mira a far emergere questa scomoda realtà ed a sviluppare strumenti di prevenzione.

Interview
Inclusione scolastica. Cosa cambia con il Covid-19?

AI tempi del Coronavirus anche la scuola cambia, si stravolge, continua nonostante tutto. A rendere possibile il proseguimento delle lezioni ci pensa l’informatica e anche chi era più restìo all’utilizzo di risorse online o a collegarsi in videoconferenza, si trova alle prese con piattaforme di ogni genere che rendono permeabili al sapere i muri (di casa) che ci separano. Ma se da una parte è un’opportunità per rivedere la didattica e misurare quanto è al passo con i tempi, lo spostamento delle lezioni online fa emergere con forza le differenze e il tema dell’inclusione si arricchisce di nuove sfumature.

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Donne migranti e violenza: un aiuto dalla ricerca

Le esperte di violenza di genere lo chiamano paradosso nordico. Un fenomeno sul quale il mondo scientifico si interroga. Il punto è questo: perché, in Paesi dove le pari opportunità di genere sono consolidate, quelli scandinavi, il fenomeno della violenza sulle donne non diminuisce? Sono per lo più donne le artefici di questi studi. Una di loro è Marina Della Rocca, giovane ricercatrice, antropologa, appassionata operatrice nei Centri antiviolenza. Con la sua tesi di dottorato ha seguito il doppio binario dello studio e della pratica sul campo, concentrandosi sulla violenza di genere nelle donne con background migratorio.

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Tag der Menschrechte: Ulrike Loch für Aufarbeitung der Gewalt an Kindern und Jugendlichen in heilpädagogischen Institutionen ausgezeichnet

In einem breit angelegten Forschungsprojekt arbeitet Ulrike Loch, Professorin für Soziologie an der Fakultät für Bildungswissenschaften der unibz, fünf Jahrzehnte systematischer Misshandlung und Stigmatisierung von Kindern und Jugendlichen in heilpädagogischen Institutionen in Kärnten auf. Am vergangenen Wochenende wurde sie dafür mit dem Kärntner Menschenrechtspreis ausgezeichnet.

Interview
Genitori si diventa. Anche in condizioni di incertezza

Al giorno d’oggi, come si rappresenta e costruisce la genitorialità in contesti sociali e relazionali caratterizzati da crescente diversità? Cosa comportano le diverse modalità di diventare e fare il genitore in situazioni di insicurezza e di esclusione? Quali sono le forme di supporto alla genitorialità e quali idee di genitorialità, e più in generale, di famiglie rispecchiano? Sono alcune delle domande che stanno alla base del progetto COPING che coinvolge le Università di Bolzano, di Trento (capofila), Trieste e della Calabria. Ne abbiamo parlato con il coordinatore dell’unità locale, Urban Nothdurfter, ricercatore alla Facoltà di Scienze della Formazione a Bressanone.

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