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Centrale idroelettrica sul Rio Saldura: uno studio di cinque anni non mostra cambiamenti significativi dell’ecologia del fiume

Un team di Eurac Research ha studiato gli organismi presenti nel torrente che scorre in Val di Mazia prima e dopo l'entrata in funzione della piccola centrale elettrica.

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Quale acqua dalla fusione del permafrost di alta montagna? Lo studia un progetto Euregio

Al via nelle prossime settimane uno studio di Libera Università di Bolzano, Fondazione Edmund Mach e Accademia Austriaca delle Scienze sulla qualità delle acque provenienti dai “rock glaciers”, ampie coltri detritiche contenenti ghiaccio. Ad oggi, infatti, sono poco noti i loro effetti sui sistemi idrologici ed ecologici. La ricerca, di durata triennale, comprende l’elaborazione di modelli di previsione sul contributo dei rock glaciers all’inquinamento delle acque alpine derivante dal cambiamento climatico.

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Ricerca identifica i tre fattori principali che controllano il comportamento e le risposte degli ecosistemi terrestri

Un gruppo di ricercatori internazionali, guidato dal Max Planck Institute for Biogeochemistry (Jena, Germania) e comprendente Libera Università di Bolzano e Ripartizione Foreste della Provincia di Bolzano oltre a ARPA Valle d’Aosta, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Università degli Studi di Milano-Bicocca e Università degli Studi della Tuscia di Viterbo, ha identificato tre funzioni chiave che governano il comportamento degli ecosistemi e che sono legate alla loro efficienza nell’utilizzo di carbonio e acqua. L’osservazione di queste tre funzioni chiave permetterà di monitorare e studiare il comportamento degli ecosistemi terrestri e di capire la loro sensibilità ai cambiamenti climatici e ambientali in atto, contribuendo all’ottimizzazione della loro gestione.

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Landschaftsvielfalt: der zentrale Faktor für Biodiversität

Forscherteam von Eurac Research stellt Zwischenergebnisse aus dem Langzeitprojekt Biodiversitätsmonitoring Südtirol vor.

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Centoventi fiumi da analizzare per il catalogo degli invertebrati

Quest’anno, con la Giornata mondiale dell’ambiente, le Nazioni Unite lanciano il Decennio per il ripristino dell’ecosistema e caldeggiano il “passaggio dallo sfruttamento della natura alla sua guarigione”. Ma cosa succede quando si vorrebbe ripristinare un ecosistema, ma non si sa come fare perché non si sa più com’era la natura prima degli interventi che l’hanno cambiata? Alberto Scotti e le colleghe limnologhe stanno costruendo un “catalogo” degli animali invertebrati di fiumi e torrenti dell’Alto Adige, per monitorarli, non perderne la memoria e favorire le rinaturalizzazioni.

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8 Professoren der unibz unter Top 2% der Wissenschaftler*innen weltweit

Prof. John P.A. Ioannidis von der Stanford University hat zusammen mit zwei Forschern eine Liste veröffentlicht, welche die Top 2% der Wissenschaftler*innen in aller Welt abbildet. Das Ranking basiert auf Zitationen, wie oft also Publikationen von Forscher*innen zitiert wurden. 8 Professoren der unibz gehören zu diesem elitären Kreis.

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Zwei exemplarische Studien für Meran und Bozen: Grünplanung als Basis nachhaltiger Stadtentwicklung

In den vergangenen vier Jahren hat ein Team rund um Prof. Stefan Zerbe zwei Studien zu städtischem Grün und Baumpflanzungen durchgeführt – was leisten sie, inwiefern können sie auch schaden? Ökosystemleistungen wie der Einfluss auf das Mikroklima, Lärmminderung, Habitat für Insekten oder Regulation des Wasserhaushalts werden Schadwirkungen wie dem allergenen Potential oder Schäden an städtischer Infrastruktur gegenübergestellt.

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Dem Borkenkäfer auf der Spur

Der Fichtenborkenkäfer Ips typographus, umgangssprachlich auch Buchdrucker genannt, ist der wichtigste Forstschädling in Europa. In den vergangenen Jahren erhielt er infolge des durch Windwürfe und starke Schneefälle geschädigten Fichtenbestands zusätzlichen Auftrieb. Um die Aggressivität und das Schadpotential des Buchdruckers besser zu verstehen und so zu einer genaueren Vorhersage von Befall beitragen, werden in einem Interreg-Projekt der Freien Universität Bozen, der Universität Padua und der Universität für Bodenkultur Wien nun mit dem Schädling assoziierte Bakterien und Pilze untersucht.

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