Alice Paladin è un’antropologa fisica di Eurac Research. Riconosce, dispone in ordine anatomico e analizza resti di scheletri umani antichi. Attorno al suo tavolo di lavoro sono accatastate pile di contenitori che contengono centinaia di ossa. Larga parte è stata ritrovata in siti archeologi dell’Alto Adige e appartiene a individui vissuti nell’alto medioevo. La studiosa però ha analizzato anche reperti preistorici. La siamo andati a trovare in laboratorio.

Quali sono le ossa che trovi più raramente?
Dipende da scheletro a scheletro. Negli individui adulti, difficilmente trovo le coste intatte o le ossa delle mani e dei piedi. Negli infanti, cioè i bambini di età compresa tra la nascita e la pubertà, è più raro reperire i crani completi.

Molte ossa sembrano avere delle fratture.
In effetti, solo alcune fratture sono dovute a traumi subiti in vita. Molte sono lesioni post-mortali, causate per esempio dalla pressione del terreno oppure dall’azione di scavo e recupero dello scheletro. Sulle ossa sono presenti anche segni che a un occhio non esperto potrebbero sembrare lesioni e sono invece delle linee di demarcazione che indicano i punti di fusione o unione delle ossa ancora in fase di crescita.

A sinistra il cranio di un individuo morto in età adulta, ma quando le suture erano ancora aperte. A destra il cranio di un individuo morto in età più avanzata: le suture sono saldate.

Quindi non misuri la lunghezza delle ossa per valutare l’età?
Solo negli infanti, cioè quando le ossa sono ancora in fase di sviluppo. Misuro la lunghezza massima delle diafisi, cioè la parte centrale delle ossa lunghe come omeri, femori e tibie. Ma utilizzo anche altri metodi. Per esempio, valuto lo stadio di sviluppo dei denti per incrociare più dati possibili.

Riesci sempre a determinare il sesso di un individuo?
Per farlo, analizzo soprattutto il cranio e il bacino perché sono le ossa dove si distinguono i caratteri sessuali. Se mancano queste parti determinare il sesso è problematico. Inoltre, talvolta gli scheletri presentano caratteri sessuali intermedi e allora il caso si complica…

Un esempio di carattere sessuale. Il bacino di sinistra è femminile, perché l’angolo sotto pubico è più aperto rispetto a quello di destra, che è maschile.

Perché ossa dello stesso tipo e dello stesso individuo hanno un peso così diverso una dall’altra?
Può dipendere dalla terra o dalla sabbia accumulata all’interno delle ossa. Ma non solo. Alcune malattie, come per esempio i tumori ossei, aumentano la densità.

Anche il colore differisce molto.
Certo, la colorazione può dipendere da diversi fattori, perlopiù dovuti all’azione chimico-fisica del terreno o dell’ambiente. Talvolta osserviamo macchie verdi oppure rosse che si creano quando la superficie dell’osso è stata a contatto con oggetti rispettivamente in rame o in ferro. Sono dati importanti che ci suggeriscono, per esempio, la presenza di corredi nella sepoltura.

Come riconosci le malattie?
Dipende dalla malattia. Negli scheletri di epoca altomedievale che ho esaminato finora le patologie più facili da riconoscere sono quelle dentarie. Le carie sono molto grandi e profonde; la parodontopatia, gli ascessi o le cisti causavano spesso la perdita dei denti.

E i problemi alle ossa?
Sulla maggior parte delle vertebre e delle articolazioni, soprattutto dell’anca, ho osservato diversi rimodellamenti ossei dovuti all’artrosi. Un’articolazione artrosica a uno stadio avanzato può subire una vera e propria trasformazione a causa del continuo sfregamento tra le superfici ossee. Sulle parti centrali di femori o tibie talvolta ho osservato “rigonfiamenti” o neoformazioni ossee, probabilmente causate da infezioni o da contusioni.

Oltre allo studio macroscopico, fate altre analisi?
Dipende dallo scopo della ricerca. In generale, collaborare con diverse discipline scientifiche, come per esempio la microbiologia, è di fondamentale importanza. In antropologia, ci avvaliamo di analisi istologiche e analisi genetiche del DNA antico.

Perché è importante studiare le ossa?
Le ossa umane, ma anche quelle animali, custodiscono un incredibile e prezioso bagaglio di informazioni che abbiamo il dovere di approfondire. Studiamo i resti umani per ricostruire lo stile di vita, lo stato di salute, le abitudini alimentari e gli spostamenti delle persone che vivevano in epoche e luoghi diversi del nostro passato.

Un esempio concreto?
Recentemente, sulle ossa di alcuni infanti vissuti nell’alto medioevo ho riconosciuto delle alterazioni patologiche che indicano la malattia conosciuta come scorbuto, causata da una forte carenza di vitamina C. Quei bambini soffrirono di malnutrizione, forse a causa di particolari eventi climatici e conseguenti carestie.

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