Un progetto di ricerca triennale della Facoltà di Scienze e Tecnologie, in collaborazione con imprese del settore, ha portato alla creazione di una piattaforma informatica che permette di calcolare con precisione l’impatto delle opere di contenimento e prevenzione del dissesto idrogeologico.

Gli interventi di ingegneria idraulica necessari per mettere in sicurezza il territorio sono necessari, soprattutto alla luce dell’incremento di eventi metereologici estremi. Questi lavori di adattamento – come possono essere la costruzione di briglie di contenimento nei fiumi montani allo scopo di limitare il trasporto solido, di pietre e pietrisco – per quanto eseguiti a tutela della popolazione che vive e lavora nelle vicinanze, presentano numerosi impatti, ognuno dei quali con un diverso peso specifico: sull’ecosistema, sull’habitat fisico e sul vissuto delle persone, ovvero sul loro modo di utilizzare l’ambiente che le circonda. Sugli interventi di sistemazione e di protezione, spesso sorgono contrasti anche accesi tra i diversi portatori di interesse: i cittadini, le amministrazioni, i progettisti e le imprese convolte.

Diventa perciò necessario trovare una metodologia scientifica che accompagni una discussione ragionata sulle migliori strategie da adottare e soprattutto su quali tipologie di interventi si adattino meglio all’ambiente su cui si va a incidere. A questo ci ha pensato il team di ricerca del Laboratorio di Innovazioni Agroforestali coordinato del prof. Fabrizio Mazzetto. Se finora calcolare l’impatto degli interventi era possibile solo ex-post, una volta che gli effetti si erano già dispiegati, adesso grazie agli strumenti di valutazione multidimensionale messi a punto dalla Libera Università di Bolzano, sarà possibile stimarne l’impatto e quindi propendere per la soluzione più sostenibile per tutti gli attori coinvolti.

Il prof. Fabrizio Mazzetto, responsabile del Laboratorio di Innovazioni Agroforestali.

Si tratta del risultato del progetto di ricerca triennale WEQUAL, finanziato dal fondo FESR per lo sviluppo regionale e dalla Provincia Autonoma, in collaborazione con Maccaferri Innovation Center, MAVtech, e Naturstudio, i cui risultati sono stati presentati di recente al parco tecnologico NOI di Bolzano. “Con il lavoro di squadra, i ricercatori delle varie équipe coinvolte in WEQUAL hanno ideato un sistema informativo, su piattaforma accessibile via web, che permette di effettuare valutazioni multidimensionali, in grado cioè di considerare criteri connessi a diverse concezioni di “ambiente”, - supportate da monitoraggi ambientali rapidi e automatizzabili - per l’individuazione di interventi sostenibili di sistemazione e messa in sicurezza dei corsi d’acqua”, afferma Mazzetto.

La ricerca, pertanto, si è anche occupata dello sviluppo di sistemi di raccolta dati – con un focus su quelli necessari alla determinazione degli indicatori eco-morfologici degli ambienti fluviali – basati sull’uso di droni che hanno monitorato sei corsi d’acqua della provincia di Bolzano: l’Adige, il Rio di Tel, il Rio Saltaro, il Rio Tina, l’Isarco e il Passirio. Sei casi di studio, diversi tra di loro ed esemplificativi dei differenti tipi di intervento e delle diverse tipologie di ambiente fluviale montano. Il tutto finalizzato alla creazione di una banca-dati, integrata nella piattaforma web di WEQUAL, che in futuro permetterà ai progettisti di fare dei confronti con interventi in ambienti simili e ad anticipare il sorgere di criticità.

Il ricercatore Raimondo Gallo, del team del Laboratorio di Innovazioni Agroforestali.

“L’innovazione di tale sistema risiede nella possibilità di adottare un’analisi degli interventi sui corsi d’acqua che tiene insieme diversi criteri, non prendendo in considerazione solo il punto di vista strettamente tecnico-ambientale, ma anche economico e sociale a breve e a lungo termine. Si potranno, così, valutare anche le tempistiche dei lavori di realizzazione degli interventi, i riscontri dei residenti e le necessità di eventuali espropriazioni di terreno”, sottolinea Mazzetto.

Il team di unibz, in particolare, si è occupato dello sviluppo di un’applicazione per valutazioni multicriteriali via web – presto accessibile gratuitamente ai potenziali interessati – concepita secondo una logica multi-decisore, ovvero in grado di aprire le valutazioni del processo decisionale contemporaneamente a più attori interessati, ciascuno caratterizzato da di diversi punti di vista e priorità. L’intero progetto, avviato nel 2017, è il prodotto della volontà dei partner di conformare gli interventi dell’uomo sull’ambiente alle recenti raccomandazioni della Commissione Europea in tema di sviluppo sostenibile del territorio e di Infrastrutture Verdi (Green Infrastructures).

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