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Das Alpenland der Zukunft

Das vorliegende Projekt ist Teil einer Abschlussarbeit im Master ökosoziales Design an der Fakultät für Design und Künste der Freien Universität Bozen. Geleitet wurde es von den Professoren Elisabeth Tauber und Kris Krois sowie Forscherin Seçil Ugur Yavuz.

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Gemeinsam über Stock und Stein

Freudvoll laufen die Kinder über vorbereitete Rechtecke mit verschiedenen Materialien, darunter Steine unterschiedlicher Größe und im Wald gemeinsam gesammelte runde Tannenzapfen. Die angebotenen Materialien sind ein Experimentierfeld für Kinder. Experimentieren, erkunden und lernen sind wichtige Aspekte frühkindlicher Entwicklung. Sie stehen deshalb im Zentrum des neuen Rahmenplans für frühkindliche Bildung, Erziehung und Betreuung für Kinder im Alter von 0-3 Jahren.

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Le piante in classe! Il progetto per una ripartenza “naturale” delle scuole

Rientro a scuola. Se le barriere in plexiglas nelle classi ormai non sono più all’ordine del giorno, una proposta alternativa per garantire il distanziamento e un ambiente più accogliente nelle aule arriva dalla Facoltà di Scienze della Formazione della Libera Università di Bolzano. Una possibilità a basso costo e ad alto contenuto pedagogico che prevede l’impiego delle piante in classe come dispositivi naturali di benessere.

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Che aria tira a scuola? Ripensare e trasformare i luoghi della formazione post Covid-19

Il progetto di ricerca “Il cambiamento è nell’aria” - promosso dalla Libera Università di Bolzano e Agorà, con la collaborazione di ricercatori e dottorandi dell’Università IUAV di Venezia e degli atenei di Trento e Padova - ha fotografato la qualità dell’aria a scuola nei mesi precedenti la chiusura per la pandemia di coronavirus. Una concentrazione di CO2 eccessiva dimostra una ventilazione inadeguata per larga parte del tempo di occupazione. Una cattiva notizia in vista del rientro a scuola ai tempi del Covid-19.

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Inclusione scolastica. Cosa cambia con il Covid-19?

AI tempi del Coronavirus anche la scuola cambia, si stravolge, continua nonostante tutto. A rendere possibile il proseguimento delle lezioni ci pensa l’informatica e anche chi era più restìo all’utilizzo di risorse online o a collegarsi in videoconferenza, si trova alle prese con piattaforme di ogni genere che rendono permeabili al sapere i muri (di casa) che ci separano. Ma se da una parte è un’opportunità per rivedere la didattica e misurare quanto è al passo con i tempi, lo spostamento delle lezioni online fa emergere con forza le differenze e il tema dell’inclusione si arricchisce di nuove sfumature.

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E se la matematica fosse al femminile?

Le ragazze non vanno bene in matematica, i ragazzi sì. È un luogo comune talmente assodato che viene scambiato per una legge di natura. Eppure, spiega Giorgio Bolondi, docente di Didattica della Matematica a Bressanone, non è così ovunque.

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Apprendimento della matematica e differenze di genere. La ricerca unibz

Presentati a Bressanone i primi risultati del progetto di ricerca GegaMath, coordinato dal prof. Giorgio Bolondi. L’obiettivo dello studio? Fotografare la situazione in Alto Adige e sostenere le Intendenze scolastiche nella progettazione di misure adatte a superare il gender gap nell’apprendimento della matematica nella scuola primaria e secondaria.

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Tag der Menschrechte: Ulrike Loch für Aufarbeitung der Gewalt an Kindern und Jugendlichen in heilpädagogischen Institutionen ausgezeichnet

In einem breit angelegten Forschungsprojekt arbeitet Ulrike Loch, Professorin für Soziologie an der Fakultät für Bildungswissenschaften der unibz, fünf Jahrzehnte systematischer Misshandlung und Stigmatisierung von Kindern und Jugendlichen in heilpädagogischen Institutionen in Kärnten auf. Am vergangenen Wochenende wurde sie dafür mit dem Kärntner Menschenrechtspreis ausgezeichnet.

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