Interview
“AI: usiamola a salvaguardia dei diritti umani”

Floriano Zini, tecnologo accademico della Smart Data Factory della Facoltà di Scienze e Tecnologie informatiche al NOI Techpark, è un esperto di e-health, dove spesso applica tecniche di Intelligenza Artificiale (IA) Non esplora l’IA esclusivamente per ragioni professionali: le motivazioni etiche sono sempre presenti nel suo lavoro. Oltre ad essere un ricercatore e occuparsi di come trasferire la ricerca della Facoltà in collaborazioni con aziende, pubblica amministrazione e attori del terzo settore, Zini è anche attivista di Amnesty International. È il responsabile della circoscrizione Veneto e Trentino - Alto Adige della ong. Con Amnesty ha collaborato per la realizzazione dell’iniziativa Barometro dell’Odio, con cui sono stati monitorati i discorsi d’odio sui social durante le campagne elettorali in Italia degli ultimi anni. A lui abbiamo chiesto se l’allerta relativa ai pericoli rappresentati dall’impiego dell’Intelligenza Artificiale (IA) ai fini di sorveglianza e repressione sia giustificata e quali possibili positivi impieghi della tecnologia possano essere valorizzati a tutela dei diritti umani.

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Shime, l’intestino virtuale del laboratorio Micro4Food

“Simulator of Human Intestinal Microbial Ecosystem”, ovvero “Simulatore dell’ecosistema microbico intestinale umano”. Per gli amici - i ricercatori e le ricercatrici del laboratorio Micro4Food - meglio conosciuto con l’acronimo Shime. Apparecchiatura unica in ambito accademico in Italia, è il mezzo con cui si possono studiare le reazioni chimiche e metaboliche che avvengono nell’intestino umano per capire se quello che ingeriamo e quello che ingeriamo fa bene o male al nostro ecosistema intestinale. Scopriamone insieme qualità e impieghi.

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Siccità e perdite nei sistemi idrici. A Bolzano si studia una soluzione con l’Intelligenza Artificiale

I ricercatori del Laboratorio di Termofluidodinamica della Libera Università di Bolzano hanno costruito un sistema di rilevazione dei consumi idrici e delle perdite dei sistemi acquedottistici basato sull’utilizzo del deep learning. L’algoritmo creato permette di scoprire, sulla base dei sensori di portata e pressione dislocati nel sistema, ogni tipo di perdita o anomalia. Un aiuto fondamentale per fronteggiare la futura scarsità di una risorsa fondamentale.

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Diagnosi precoce dell’ictus cerebrale. unibz nel consorzio di ricerca nazionale

La Facoltà di Scienze e Tecnologie informatiche è il partner tecnologico di un consorzio di università ed enti pubblici che, nei prossimi quattro anni, collaboreranno nell’ambito del progetto pilota nazionale “POS-T2-STROKE” (capofila l’Università de L’Aquila). Il gruppo di ricerca, guidato dal prof. Enrico Franconi, è incaricato di sviluppare gli algoritmi di intelligenza artificiale che renderanno possibili la diagnosi e il trattamento rapido dell’ictus cerebrale in fase acuta.

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Quali sono gli effetti dello stress da calore sugli animali da allevamento e sulle piante?

L’estate di quest’anno dimostra ancora una volta come molti ambiti dell’esistenza umana dovranno adattarsi alle conseguenze dei cambiamenti climatici. Alla Facoltà di Scienze e Tecnologie, il mutamento delle condizioni ambientali da anni è al centro di ricerche in settori quali la zootecnia, la fisiologia vegetale o l’entomologia agraria e forestale. Per i*le ricercatori*rici, l’ondata di calore delle ultime settimane è un’ulteriore prova della necessità di adeguare i metodi di produzione e coltivazione.

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Quale acqua dalla fusione del permafrost di alta montagna? Lo studia un progetto Euregio

Al via nelle prossime settimane uno studio di Libera Università di Bolzano, Fondazione Edmund Mach e Accademia Austriaca delle Scienze sulla qualità delle acque provenienti dai “rock glaciers”, ampie coltri detritiche contenenti ghiaccio. Ad oggi, infatti, sono poco noti i loro effetti sui sistemi idrologici ed ecologici. La ricerca, di durata triennale, comprende l’elaborazione di modelli di previsione sul contributo dei rock glaciers all’inquinamento delle acque alpine derivante dal cambiamento climatico.

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unibz insight: Freie Universität Bozen lanciert Podcast im neuen Newsroom

Wenn es darum geht, mit Wissenschaftler*innen aktuelle Forschungsthemen aufzugreifen, so sind Podcasts das Kommunikationsinstrument der Zeit. Mit „unibz insight“ startet die Freie Universität Bozen nunmehr ihren eigenen Podcast. Der erste Episodenblock startet rund um die Frage „Pandemie, was nun?“. Eingebettet ist das Ganze in den neu gestalteten Newsroom der unibz.

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Wieso altern Menschen in unterschiedlichen Geschwindigkeiten?

Wie sieht er aus, der „State of the Art“ im Alterungsprozess? Die zwei Wissenschaftler*innen Barbara Plagg und Stefan Zerbe haben in ihrer Review „How does the environment affect human ageing? An interdisciplinary review“ bestehendes Wissen aus Medizin und Ökologie über einen interdisziplinären Ansatz zusammengeführt. „Allein in Italien beträgt der „Alters-Gap“ zwischen der ärmeren und reicheren Bevölkerung ca. 10 Jahre“, so die Verfasser der Studie. Ihre Zusammenschau soll als gesundheits- und umweltpolitische Grundlage dienen, diese Schere zu verringern.

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