Esistono numerose definizioni di impresa familiare (o family business), ma indipendentemente dalla definizione adottata è indubbio che le imprese familiari in Europa costituiscano l’ossatura del sistema imprenditoriale, rappresentando più del 60% delle imprese totali secondo un report della Commissione Europea del 2018 e contribuendo in modo sostanziale allo sviluppo economico del continente.

Le imprese familiari in Europa includono non solo grandi imprese come Barilla, Ikea, Mercadona o Volkswagen, tanto per fare alcuni nomi, ma anche e soprattutto tante piccole e medie imprese (PMI) come quelle del Mittelstand tedesco o le numerose imprese artigiane a proprietà e/o gestione familiare. Nel complesso, le imprese familiari in Europa impiegano quasi il 60% della forza lavoro e nei prossimi anni assisteremo ad un numero massiccio di successioni aziendali poiché il 45% dei leader d’impresa è ultrasessantenne e la generazione di “baby boomers”, che hanno fondato o ereditato il loro business nella seconda parte del ventesimo secolo, si troverà presto a tramandare l’impresa alla generazione successiva di “millennials”.

In seguito al riconoscimento crescente, negli ultimi anni, del ruolo cruciale che le imprese familiari giocano per lo sviluppo dell’economia europea, molte istituzioni europee hanno progressivamente accresciuto il loro interesse in tale tipologia d’impresa, redigendo una definizione condivisa di “family business” e intraprendendo una serie di attività mirate a supportare il “settore” del family business. Parallelamente, il numero di associazioni di imprese familiari, ricercatori e centri di ricerca sul family business è cresciuto in modo esponenziale dei vari paesi europei. Tuttavia, nonostante questo crescente interesse, i politici europei riconoscono che ancora molto resta da fare per supportare questo importante “settore” dell’economia.

 

De Massis e il suo team, nel Centre for Family Business Management

L’influenza dello Small Business Act
Lo Small Business Act è un framework per la politica europea dedicato al supporto alle PMI, che mira a migliorarne l’approccio imprenditoriale, semplificarne l’ambiente normativo e rimuovere le barriere al loro sviluppo. Sebbene rappresenti nel complesso un insieme di iniziative virtuose che ha portato ad alcuni successi, un problema di fondo quando si esamina tale framework in relazione alle imprese familiari è che molte policy europee continuano a confondere i family business con le PMI. Nonostante la maggior parte delle PMI sia un’impresa familiare, le seconde rappresentano una categoria distinta d’impresa, che ha connotati diversi da una generica PMI.

Pertanto le politiche di supporto allo small business non sono sempre applicabili alle imprese familiari, e contribuire a creare una cultura sull’impresa familiare facendo comprendere a policy maker e altri soggetti della comunità politica e imprenditoriale i tratti distintivi di tale tipologia d’impresa diviene una priorità e una responsabilità per chi si occupa di family business in Europa – come il Centre for Family Business Management della Libera Università di Bozen-Bolzano situato presso il NOI Techpark. Dunque, auspico che nei prossimi anni le caratteristiche uniche e distintive dell’impresa familiare rispetto ad altre tipologie d’imprese divengano un bagaglio di conoscenze alla portata di tutti, poiché questo è un prerequisito per attuare iniziative di supporto efficaci mirate a questa tipologia d’impresa, che risultano assolutamente necessarie per risolvere i numerosi problemi delle imprese familiari, come ad esempio il problema della successione, se si considera che in Europa solo il 30% delle imprese familiari sopravvive nel passaggio dalla prima alla seconda generazione e tale percentuale si riduce al 12% se consideriamo il passaggio dalla seconda alla terza.

Autore: Alfredo De Massis, professore ordinario di Imprenditorialità in unibz e direttore del Centre for Family Business Management nel NOI Techpark 

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