Donne e computer. Un binomio a prima vista tutt’altro che scontato. Ma basta sfogliare qualche testo di storia dello sviluppo tecnologico per capire che quest’immagine di un mondo di bit plasmato da soli uomini è frutto di una narrazione parziale. Le ragazze che partecipano al progetto MAKE-A-DIFFERENCE della ricercatrice Rosella Gennari ne sono la dimostrazione.

Il progresso nel mondo dell’informatica è infatti dovuto anche al lavoro di alcune bravissime ricercatrici che hanno lasciato il segno”, afferma Rosella Gennari, ricercatrice della Facoltà di Scienze e Tecnologie informatiche. La studiosa, esperta di interazione persona-macchina, lavora in unibz dal 2005.  Non è una di quelle scienziate cresciute a pane e pc, come tanti suoi colleghi uomini. Il suo background è piuttosto la matematica, disciplina in cui si è laureata all’Università di Pavia. Il salto dai numeri ai codici è  avvenuto solo ad Amsterdam durante il dottorato di ricerca in logica computazionale, che studia come i computer funzionino e possano risolvere certi problemi efficientemente. La sua strada di scienziata è stata segnata dal lavoro sulla progettazione e programmazione di prodotti interattivi per computer, quali i video-game, utilizzati come strumenti per aiutare le persone a superare difficoltà di vario genere.

Dal 2016, la sua attenzione si è spostata verso l’Internet of Things e gli oggetti intelligenti. Conosciuti perlopiù nelle loro più comuni e pubblicizzate applicazioni commerciali – dai wearables ai frigoriferi collegati alla rete – possono anche essere oggetti qualunque, resi “intelligenti” con micro-computer e sensoristica adeguata, impiegati per fini sociali: per aiutare bambini che hanno problemi nella lettura, ragazzi con problemi di comportamento o anziani con determinate patologie. C’è quindi una “via umana e sociale” all’informatica che è molto promettente per il coinvolgimento di giovani ragazze e per chiunque abbia una sensibilità verso il tema. La sta sperimentando Rosella Gennari assieme a un team di ricercatori e dottorandi, donne e uomini, di provenienza e formazione differenti, dall’ingegneria elettronica alla pedagogia. L’equipe di Gennari partecipa al progetto internazionale MAKE-A-DIFFERENCE assieme ad un consorzio di università di vari Paesi europei e degli USA. L’obiettivo è coinvolgere i ragazzi e le ragazze nella progettazione di nuovi oggetti intelligenti che includano la loro prospettiva, ovvero che siano creati da loro stessi, per i loro bisogni e ne rispettino la soggettività, favorendone un approccio critico, responsabile e attivo all’uso ed alla creazione di tecnologie “intelligenti”.

Nato con alcune lezioni nelle scuole dell’Alto Adige, il progetto a Bolzano e proseguito con un Digital Summer Camp e incontri nel FabLab di unibz durante l’anno scolastico. Qui i ragazzi e le ragazze hanno co-progettato oggetti intelligenti tramite un gioco da tavolo per rendere il parco Talvera più attraente per i ragazzi della fascia di età tra gli 11 e i 14.  Un esempio? Una serie di “panchine intelligenti”, che invitano chi siede solo a entrare in relazione con gli altri seduti non distanti. SNAP – questo il nome del gioco da tavolo – dietro alle apparenze analogiche delle caselle di cartone che ricordano una sorta di gioco dell’oca, veicola logiche di pensiero computazionale utili per progettare, programmare e costruire oggetti intelligenti, assieme alla partecipazione e la collaborazione dei ragazzi e delle ragazze per uno scopo condiviso dal gruppo.

Un compito in cui si rivelano molto bravi tutti, ragazzi e ragazze. Nei due gruppi che hanno partecipato al Digital Summer Camp, la quota rosa è stata sorprendentemente alta: in uno le ragazze erano la metà, nell’altro, un terzo dei partecipanti. Le partecipanti erano molto determinate, “forse l’aspetto relazionale dei compiti progettuali è stato l’ingrediente vincente per agganciarle”, aggiunge Gennari, “è bene che sempre più ragazze si avvicinino all’informatica e alla ricerca. Quest’ultima può crescere meglio e svilupparsi avvalendosi di modi di vedere e sensibilità, culturali e di genere diverse”.

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