Come funziona l’economia delle piattaforme e perché, oltre a condizionare le nostre vite, queste possono anche apportare benefici al funzionamento dell’economia e della società in generale? Lo spiega il prof. Alessandro Fedele, docente di Economia politica alla Facoltà di Economia, che quest’anno insegna “Economia delle piattaforme” in un corso della laurea magistrale in Imprenditorialità e Innovazione.

Prof. Fedele, cos’è l’economia delle piattaforme e perché se ne tratta in un corso universitario?

Le piattaforme fungono da intermediari tra venditori e compratori. Per fare due esempi noti: Blablacar è una piattaforma di car pooling che collega i guidatori, ovvero i venditori del servizio, ai passeggeri, che acquistano quel servizio; Amazon è una piattaforma di e-commerce che intermedia tra venditori dei più disparati beni e compratori. Al perché è facile rispondere: basti pensare al loro impatto finanziario, notevole e in crescita. Tra le sei aziende che hanno il maggiore valore azionario a livello mondiale, cinque sono piattaforme: Apple, Microsoft, Amazon, Google e Facebook. Per chi vuole studiare e capire l’economia del presente, l’analisi del loro funzionamento è imprescindibile. Ecco perché le piattaforme sono oggetto di corsi universitari, come quello che tengo per la laurea magistrale di Imprenditorialità e Innovazione.

Ma gli intermediari non esistono da sempre? Qual è la novità introdotta da queste piattaforme online?

È la presenza di esternalità positive, ovvero il fatto che un numero crescente di venditori che utilizzano una certa piattaforma rende il servizio della piattaforma tanto migliore per i compratori, e viceversa. Si pensi a Blablacar: il servizio sarà tanto migliore per i passeggeri quanti più guidatori la utilizzano perché ci sarà una maggiore offerta di passaggi, e viceversa.

Come sono nate e a quali bisogni rispondono?

Sono nate grazie all’avvento di Internet e rispondono al bisogno di avere tutta l’informazione di cui abbiamo bisogno concentrata in un unico posto. Supponiamo di voler comprare casa e di aver bisogno di un mutuo. 25 anni fa ci saremmo rivolti all’agenzia immobiliare della zona e alla nostra banca. Oggi possiamo comodamente accedere a piattaforme di comparazione dei prezzi. Basta fare una rapida ricerca su internet e ne appariranno diverse. Possiamo quindi trovare la piattaforma che pubblica annunci di case in vendita nella zona di nostro interesse postati da svariate agenzie e privati e, contemporaneamente, in un’altra, verificare le condizioni proposte da differenti banche sul mutuo di cui abbisogniamo.

Esistono settori che devono ancora essere esplorati o conquistati?

Direi che non esistono ambiti in cui manchi potenziale per l’affermarsi delle piattaforme: l’accesso a offerte concentrate in un unico posto è appetibile ovunque. Le piattaforme sono infatti presenti nei settori più disparati: per citarne alcuni, il commercio, il turismo, gli incontri, il trasporto, la messaggistica, e i film.

I vantaggi che le piattaforme offrono al consumatore sono noti, ma esiste un loro “lato oscuro” che deve ancora essere regolamentato?

Le informazioni su prezzi e condizioni di vendita raccolte dalle piattaforme possono essere usate a danno dei consumatori. Lo scorso maggio, l’Antitrust ha avviato un’istruttoria nei confronti di assicurazioni e di piattaforme che permettono di scegliere la miglior offerta sulle polizze RCA auto. Secondo l'Antitrust, le assicurazioni si sarebbero scambiate informazioni sulle tariffe delle polizze grazie ai report elaborati dalle piattaforme, al fine di proporre premi più elevati. Ecco perché una serie di leggi per la regolamentazione delle piattaforme sono in approvazione a Bruxelles.

Le piattaforme sono solo big tipo Google o FB oppure sono anche attori economici più locali?

Ce ne sono di tutte le taglie. Un attore locale a cui l’ateneo di Bolzano è particolarmente interessato per ovvi motivi è yost.apartments, una piattaforma che offre un servizio gratuito di intermediazione tra offerta di alloggi da parte di proprietari di immobili in Alto Adige e domanda da parte di studenti, così aiutando molti fuori sede in crescente difficoltà a trovar casa. Ai proprietari di immobili, accanto al vantaggio di segnalare il proprio appartamento a numerosi potenziali inquilini, la piattaforma offre gratuitamente consulenza sulla stesura del contratto di affitto e sui servizi e l’arredamento da offrire; inoltre, qualora studenti si assentino, ad esempio per un soggiorno all’estero, yost organizza il subentro di altri studenti. Questo è solo un esempio ma ci aiuta a capire come le piattaforme possano avere anche un risvolto sociale positivo, oltre al loro legittimo impiego per fini commerciali.

Il sito web della laurea magistrale in Imprenditorialità e Innovazione.

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