“Il progetto più bello del reame”. In che modo il narcisismo può ostacolare il successo di una campagna di crowdfunding? Lo ha scoperto una ricerca di Paola Rovelli e Vincenzo Butticé, ricercatori del Centro per il Family Business Management e della MIP School of Business del Politecnico di Milano che hanno esaminato circa 60.000 campagne di crowdfunding su Kickstarter. I risultati? Mantenere un profilo basso, improntato all’oggettività, può costituire un vantaggio rispetto a chi si propone in maniera eccessivamente improntata all’autoaffermazione.

Gli imprenditori con una personalità narcisistica hanno più successo dei loro competitor quando portano avanti una campagna di raccolta fondi per un nuovo progetto? È questa la domanda che ha dato il via alla ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Personality and Individual Differences da Paola Rovelli (Centre for Family Business Management della Libera Università di Bolzano) e Vincenzo Butticè (MIP School of Business, Politecnico di Milano): “Fund me, I am fabulous!” Do narcissistic entrepreneurs succeed or fail in crowdfunding?".

Il concetto di narcisismo è fortemente influenzato dalla psicoanalisi di Sigmund Freud che nel 1914 definì il narcisista come un individuo dotato di una quantità eccessiva di amor proprio che esprime attraverso una costante preoccupazione per il potere e il successo. È un tratto del carattere di una persona di grande rilievo per la ricerca economica; in passato, è stato dimostrato che gli imprenditori dai tratti narcisistici sono disposti a correre rischi più elevati.

I due autori hanno concentrato la loro indagine sul fenomeno del crowdfunding, una campagna di finanziamento dal basso in cui le risorse a sostegno di un progetto provengono dal contributo libero di donatori che reagiscono a una richiesta di sostegno lanciata sul web da un imprenditore. Il crowdfunding rappresenta il campo di ricerca ideale per studiare le reazioni dei finanziatori al narcisismo dell’imprenditore. La personalità di costui è esposta in modo diretto al loro giudizio: possono valutarla positivamente o no, anche in base al contesto in cui l’imprenditore ha deciso di investire il proprio capitale di rischio.

“Le tradizionali metodologie non ci permettevano di esaminare ogni campagna manualmente per trarre conclusioni sulla personalità dell’autore basandoci su singoli passaggi testuali”, spiega Paola Rovelli, “per questa ragione, abbiamo applicato tecniche di content analysis computerizzate ai testi descrittivi delle campagne di crowdfunding. Da questi abbiamo tratto conclusioni sulla personalità dell’imprenditore”.

Paola Rovelli, ricercatrice del Centre for Family Business

Per rispondere alla domanda di ricerca, è necessario chiarire cosa si intende per successo di una campagna di crowdfunding. Secondo la letteratura, gli imprenditori hanno successo con la loro campagna se sono in grado di raccogliere il capitale che si sono prefissati – o di più – entro il periodo della campagna stessa. Sulla base della teoria dei ruoli sociali, le persone sono considerate adatte a un ruolo specifico se ne soddisfano le aspettative comportamentali. Nel caso degli imprenditori, ci si aspetta che siano tipicamente carismatici, sicuri di sé, creativi, volonterosi ad assumersi rischi, indipendenti o anche narcisisti. Nel contesto del crowdfunding, la misura in cui un imprenditore presenta una personalità narcisistica può influenzare la disponibilità dei donatori a investire nella sua campagna. Secondo gli autori, la personalità narcisistica dell’imprenditore può dare origine a due reazioni opposte: da un lato, possono essere percepiti come creativi, carismatici, forti e autonomi, in linea con le aspettative verso gli imprenditori di successo; dall’altro lato, i narcisisti possono essere ritenuti arroganti, aggressivi, meno competenti e onesti, inaffidabili e mostrare un elevato senso di autoaffermazione e superiorità.

Per indagare la connessione tra il narcisismo degli imprenditori e il successo delle campagne di crowdfunding, i ricercatori hanno considerato il periodo 2016-17 e utilizzato Kickstarter, la più grande piattaforma di crowdfunding al mondo. In totale, il campione comprendeva 59.538 campagne di crowdfunding. Kickstarter si è rivelato particolarmente adatto all’analisi perché la piattaforma richiede agli imprenditori di pubblicare una descrizione dettagliata dei progetti (la lunghezza media del testo è di 3.768 parole), dalla quale possono essere estratte informazioni di vario tipo grazie, ad esempio, all’applicazione di tecniche di content analysis.

Relativamente alla metodologia utilizzata, gli autori spiegano: “A partire dalla letteratura esistente, abbiamo sviluppato una misura di narcisismo che tenesse in considerazione la tendenza dell’imprenditore a utilizzare la prima persona singolare (il pronome “I”) nella descrizione testuale del progetto. Utilizzando un’analisi econometrica, siamo stati in grado di identificare un’associazione fra il narcisismo dell’imprenditore e il successo della campagna di crowdfunding”. La relazione è risultata statisticamente significativa anche dopo aver incluso nell’analisi diversi fattori di successo delle campagne di crowdfunding già identificati in letteratura, come la durata della campagna in giorni, il capitale target espresso in dollari, la lunghezza della descrizione della campagna e il numero di immagini (video e immagini) incluse nella descrizione della campagna.

“Le nostre scoperte fanno avanzare la letteratura scientifica sui tratti di personalità degli imprenditori in relazione agli strumenti finanziari di massa, fornendo la prova che il narcisismo influenza negativamente l’acquisizione di risorse”, commentano Rovelli e Butticè, “Dimostriamo che gli imprenditori dai tratti più narcisistici hanno meno probabilità di avere successo nel crowdfunding”. Il settore artistico rappresenta un’interessante eccezione. “Nei settori del fumetto, della musica e dell’editoria, l’associazione negativa tra successo del crowdfunding e narcisismo è meno pronunciata”, affermano i ricercatori, “ciò è dovuto al fatto che in questi settori il valore del prodotto è legato principalmente alla funzionalità del prodotto, ad esempio il contenuto di un fumetto. In questi casi, quindi, i finanziatori prestano meno attenzione alla personalità imprenditoriale, motivo per cui il narcisismo non viene punito con una minore disponibilità di fondi”. Le analisi mostrano invece una forte associazione negativa tra narcisismo e successo del crowdfunding nei settori dell’arte, del design, del cinema, del giornalismo e del teatro. In questi contesti imprenditoriali, il valore del prodotto è costruito socialmente e strettamente legato al valore del suo creatore, per esempio il regista di un film o l’autore di un ritratto. “Il narcisismo è punito in tutti quei contesti in cui il valore del prodotto è legato all’opinione che l’audience ha del suo creatore”, aggiungono.

Alfredo De Massis, responsabile del Centro per il Family Business Management di unibz spiega così la scelta di avviare tale tipo di ricerca, al confine tra psicologia e gestione aziendale: “Alcuni capi azienda delle imprese familiari mostrano tratti tipici del narcisismo. Continuare a fare ricerca sui tratti di personalità di imprenditori e dirigenti d’azienda rimane una delle priorità del Centro per il Family Business Management di unibz che si prefigge l’ambizioso obiettivo di favorire una migliore gestione delle imprese familiari alla luce del loro ruolo cruciale per lo sviluppo economico del nostro territorio e del Paese”.

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